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Un libro di troppo?

Nel corso della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è stato pubblicato il libro postumo di Joseph Ratzinger “Che cosa è il cristianesimo?” che raccoglie le sue riflessioni degli ultimi anni. Mi chiedo se non è quel libro di troppo, in quanto in più punti traspare un autore che si sente minacciato da una società e da una chiesa che procedono su strade diverse. Ratzinger stesso voleva una pubblicazione postuma a causa della “furia dei circoli a me contrari in Germania”. Infatti la Chiesa cattolica tedesca chiede riforme contrarie al sentire di Ratzinger come una rivalutazione della donna, un coinvolgimento dei laici nei processi decisionali, una revisione dell’etica sessuale ecc., temi che anche in altre chiese sono sentiti, ma che in Germania vengono portati avanti anche istituzionalmente con un cammino sinodale che viene osservato attentamente dai media tedesca, i quali non sono molto clementi con la minoranza che sostiene posizioni “tradizionaliste”.

Indipendentemente dal cammino sinodale le chiese tedesche, cattolica ed evangelica, discutono da anni dell’ospitalità eucaristica già praticata in molte chiese tedesche. Nel 2019 fu presentato il documento Insieme alla Tavola del Signore1che doveva ufficializzare l’ospitalità eucaristica. Il voto di approvazione nella Conferenza episcopale sembrava solo una formalità, ma poi il documento non fu sottoposto al voto a causa dell’intervento di Roma. Tra le critiche e le differenze che il Cardinale Koch obiettava all’ospitalità eucaristica c’erano anche, un po’ di sorpresa, le differenze riguardante l’Eucaristia come sacrificio.

Nel suo nuovo libro Ratzinger riprende lo stesso tema concludendo che la Santa Cena evangelica e l’Eucaristia cattolica sono fondamentalmente diverse nella loro essenza e quindi incompatibili. Ratzinger vede la differenza già nella comprensione del sacerdozio. Secondo lui Lutero avrebbe erroneamente costruito una contrapposizione tra il sacerdozio dell’Antico Testamento e i ministeri del Nuovo Testamento che invece sarebbero da pensare in continuità. Comunque Ratzinger critica anche la propria chiesa che nel Concilio Vaticano II non si è confrontato sufficientemente con la messa in questione del sacerdozio da parte della riforma protestante e che nella riforma liturgica a partire dal 1969 si è fatta influenzare da idee luterane e dallo spirito del tempo che non comprendeva più le categorie di sacrificio ed espiazione.

In effetti una delle critiche più forti di Lutero riguardante l’Eucaristia era il suo carattere di sacrificio, cioè l’idea che il sacerdote offre un sacrificio a Dio che così placa la sua ira e “produce” grazia, idea per la quale le persone benestanti pagavano la chiesa per leggere tante messe a favore dei loro defunti. Lutero contrappose a quest’idea il concetto biblico dell’unico sacrificio di Cristo che ha riconciliato Dio e gli uomini una volta per tutte. Ciò naturalmente ha anche delle ripercussioni sul concetto del ministero. Infatti le chiese evangeliche non parlano di sacerdoti, ma di pastori.

Ad ogni modo, anche se ci sono ovviamente delle differenze tra cattolici ed evangelici, meraviglia che queste vengono esasperate per costruirci sopra una fondamentale incompatibilità. Nell’importante documento di lavoro “Dal Conflitto alla Comunione2 del 2013 che in vista del 2017 dava una sintesi del dialogo cattolico-luterano, le differenze riguardanti il sacrificio sono state presentate come già riconciliate, Da una parte anche per i cattolici la messa non è una ripetizione, ma un divenir presente dell’unico sacrificio di Cristo, e dall’altra parte per gli evangelici Cristo con tutto ciò che egli è e fa, quindi anche con il suo essere sacerdote e sacrificio, si dona ai partecipanti della Cena.

Anche le differenze del ministero sacerdotale non sembrano insormontabili in quanto il ministero sacerdotale è in entrambe le chiese riferito a Cristo quale sommo sacerdote. Qui la differenza sta piuttosto nella successione apostolica. Quindi le differenze che Ratzinger qualifica come divisive, in realtà sono già state discusse e da molti teologi qualificate come conciliabili.

Naturalmente Ratzinger conosce molto bene questi dialoghi, ma non li condivide in molti dettagli, perché vede ferito il suo ideale di chiesa che è più vicino al concilio di Trento che a quello del Vaticano II, una chiesa istituita da Cristo come mediatrice sacramentale tra Dio e gli uomini, un’istituzione sacra e roccaforte al di sopra delle faccende tortuose e vane del nostro tempo.

Anche se una tale concezione è sicuramente bella e affascinante, rischia di perdere il suo appoggio nel sentire comune. Oggi la sacralità è messa in questione dagli scandali di abusi sessuali e se una volta la chiesa era ascoltata come istanza morale, oggi la gente mette apertamente in questione le sue competenze etiche. Anche le lotte intestine in Vaticano, puntualmente riportate dai media, contribuiscono a far apparire la chiesa meno sacra ed in questo contesto è prevedibile che i “tradizionalisti” prenderanno questo libro come testamento del Papa emerito per farne un’icona della loro lotta contro le riforme, inclusa l’apertura ecumenica. Anche per questa prevedibile strumentalizzazione era forse un libro di troppo.


Dieter Kampen


P.S.: in vista della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani la CEI ha girato un bel video che coinvolge la chiesa valdese di Roma:

Anche il gruppo ecumenico di Trento ha assemblato un video sul testo della settimana di preghiera:

P.S.2: A Bolzano abbiamo appena aperto un nuovo gruppo per conoscere la Chiesa valdese. Per chi è interessato è un buon momento per aggregarsi.

P.S. 3: Il gruppo locale valdese di Bolzano intende festeggiare il 17 febbraio, giorno della libertà, che commemora l’ottenimento dei diritti civili da parte dei valdesi nel 1848, con un culto gioioso. Troverete presto maggiori informazioni sul sito.

Bolzano, 25 gennaio 2023

Pastore Dieter Kampen

348 096 7797

dkampen@chiesavaldese.org

Chiesa valdese di Bolzano, Post 013


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