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Frugalisti: i nuovi Valdesi?

Negli ultimi anni sta crescendo il movimento FIRE (Financial Independence Retire Early). In Italia c'è una Comunità che si scambia le idee su https://www.reddit.com/r/Frugal/ e ci sono anche movimenti religiosi che promuovono alcune idee frugaliste, ad es. https://www.nomadelfia.it/ oppure https://francescoeconomy.org/. A chi conosce il tedesco raccomando https://frugalisten.de/ che si qualifica per l'alta qualità dei contributi. C'è anche un sito internazionale: https://firehub.eu/.


Alla base del movimento c’è l'idea che la vita è più di lavoro e consumo. Rinunciando al consumo si può rinunciare anche al lavoro, riducendolo o scegliendo un lavoro che abbia senso indipendentemente dalla retribuzione. La rinuncia al consumo crea la libertà di vivere una vita autodeterminata. Lo scopo è essere, non avere.


Chi guarda il movimento da fuori potrebbe pensare che si tratta di una vita di rinuncia, ma questo è una visione sbagliata in quanto il vero frugalista non rinuncia a niente di importante, anzi conduce una vita più ricca. Infatti il consumo è ricco solo esteriormente, ma povero dentro. Fare le vacanze in crociera è facile ma partire a piedi con il sacco a pelo può diventare un'avventura di cui si può raccontare ancora ai nipoti. Comprare una nuova lavatrice è facile, ma riparare da solo quella vecchia, fa imparare molto sul suo funzionamento. Buttare le cose non più in uso è facile, scambiarle con altri fa conoscere persone nuove. È facile affrontare lo stress dopo il lavoro consumando patatine e televisione, ma fare qualche esercizio gratuito di rilassamento o di yoga dà molta più energia. In breve: i frugalisti cercano di vivere una vita alternativa al consumo e si creano la libertà finanziaria per non essere costretti a lavori alienanti.


I frugalisti non sono anticapitalisti, anzi, si occupano molto di finanze e investimenti, perché vogliono raggiungere al più presto la libertà finanziaria. Non sono neanche rivoluzionari o anti-qualcosa come furono altre generazioni. Nonostante ciò il loro atteggiamento implica una forte critica alla società, perché viviamo in una società del consumo, in cui tutto si riduce a un valore monetario. I frugalisti non ci stanno e si creano - con i mezzi che la società offre - spazi di libertà per vivere una vita più appagante.


Intorno al 1173 il cosiddetto Pietro Valdo, un ricco commerciante di Lione, rinunziò a tutti i suoi beni e visse in povertà. Nacquero così i Valdesi che realizzarono la loro fede in una vita di povertà, di non violenza e di evangelizzazione. D'altronde nella seconda metà del medioevo nacquero numerosi movimenti di povertà, di cui il più conosciuto è l'ordine francescano. Visto il fiorire di questi movimenti è da pensare che anche in quel tempo si trattò di una critica: in questo caso non rivolta contro la società tutta, in quanto la maggioranza della popolazione era povera, ma contro la ricchezza dei ricchi a cui appartenevano i vescovi e papi. La ricchezza della Chiesa oscurava l'esempio di Gesù e quindi c'era la necessità di una controtestimonianza forte come quella dei Valdesi.


Con la Riforma la questione della povertà va in secondo ordine in quanto l'interesse si sposta dalla morale alla dottrina. La Chiesa valdese, anche dopo l'adesione alla Riforma, è rimasta sempre una chiesa povera, un po' per convinzione, un po' per necessità. Forse viviamo in un tempo in cui bisogna riscoprire il vecchio ideale biblico-valdese della povertà e forse potremmo imparare dal movimento dei frugalisti scoprendo nuove forme di povertà. Infatti la povertà assoluta non sembra una modalità adatta alle società altamente tecnologizzate, perché si devono comunque pagare le tasse, l'affitto, il telefono ecc. Però, sostituire il consumo mediante la fantasia, l'iniziativa, lo scambio, il riciclo o l'aiuto reciproco, donando la decima ai poveri, alla chiesa o ad associazioni utili e investendo il risparmio restante in un fondo azionario della Banca etica o in altre forme di risparmio responsabile, questo potrebbe essere un modo praticabile per vivere la povertà evangelica, una povertà che ci arricchisce umanamente e spiritualmente e che inoltre fa bene all'ambiente. (DK)


Bolzano, domenica 20 novembre 2020


Pastore Dieter Kampen

348 096 7797


Chiesa valdese di Bolzano, Post 004


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